i “professionisti dell’informazione” stanno raschiando il barile

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Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno perquisito le case di alcuni “guerrieri” che progettavano attentati, agguati, lotta armata e chi più ne ha, più ne metta. Dalle foto scattate a casa degli indagati, si notavano pistole lanciarazzi, coltelli, pugni di ferro, praticamente il classico “arsenale” di un comunissimo ultras da stadio, di sicuro non terroristi stile anni settanta.

Sempre ammesso che i “guerrieri” siano reali (non è la prima volta che vengono confezionate notizie di questo tipo e assunti attori, per poter giustificare un nuovo decreto legge repressivo), secondo voi chi sono i coglioni che organizzano “attentati” su chat accessibili a tutti? Nemmeno il Fantozzi dell’imbuto e dell’accento Svedese…

I criminali che stanno rovinando l’economia dei paesi ricchi per dominarli (in quelli poveri nemmeno sanno cosa sia una mascherina), sanno benissimo che le persone scese in piazza negli ultimi mesi sono milioni e non centinaia, sanno benissimo che un buon 40% della popolazione ricattata dalla “pandemia” con percentuale da prefisso telefonico, è pensante e di sicuro non si farà convincere con un gelato o con un panino per farsi siringare.

Per non parlare dei lacchè del mainstream, loro restano i principali colpevoli di quello che sta succedendo. Non dimentichiamo i loro nomi. Stanno raschiando il barile, si stanno sputtanando da soli, i grandi “professionisti” dell’informazione.